Obiettivi delle classi

In una classe di esercizi bioenergetici si possono distinguere degli obiettivi generali e degli obiettivi specifici:

obiettivi generali

  1. identità dell’Io: la bioenergetica consente di lavorare su sé stessi e sugli altri per far riconoscere le proprie risorse e tra queste l’identità dell’Io, specialmente per quanto riguarda le parti corporea, relazionale ed emozionale
  2. autoregolazione organismica: è fondamentale fermarsi e ascoltare ciò che il nostro corpo ci dice e ciò che avviene naturalmente in modo da favorire un’autoregolazione (battito cardiaco, respirazione); spesso oltre all’ascolto c’è anche l’attribuzione di un significato a quello che si sente
  3. prevenzione di stress e ansia: il movimento e il fatto di stare in ascolto ci permettono di essere legati al “qui ed ora”; questo ci consente di essere protagonisti delle nostre scelte, del nostro futuro e della nostra vita; in questo modo si prevengono anche stress e ansia

obiettivi specifici

  1. respirazione spontanea e naturale: ogni carattere ha un suo tipo di respirazione, la respirazione è la metabolizzazione dell’ossigeno, si tratta di un nutrimento, la respirazione implica una interazione con il mondo esterno (inspirazione=prendere, espirazione=dare); nella bioenergetica si lavora sul respiro spontaneo e naturale nel senso che si va alla ricerca, attraverso il sentire e lo sperimentare, di quelli che sono i blocchi del respiro che possono essere a livello del diaframma o nei muscoli del torace, delle spalle, del petto; si lavora su questi blocchi attraverso il movimento e la respirazione con lo scopo di sciogliere i blocchi e ripristinare un respiro che man mano si avvicina a quello di un bambino, in questo modo si va a ripristinare l’energia potenziale; lavorando sulla respirazione si favoriscono rilassamento e concentrazione
  2. centratura psicofisica (stare qui e ora): col respiro posso ottenere la centratura psicofisica; infatti contemporaneamente mi ascolto e mi concentro; se la mia concentrazione accompagna il movimento, la mente e il corpo vanno insieme; respirando con la bocca socchiusa come fanno i bambini si vanno a contattare meglio le emozioni e le sensazioni
  3. libero fluire dell’energia: dove ci sono delle contrazioni o delle tensioni corporee l’energia è bloccata; con la bioenergetica, attraverso un lavoro emozionale e corporeo si fa fluire questa energia per attivarla
  4. riconoscimento e attivazione di processi energetici: riconoscere le nostre risorse e imparare ad usarle per muoverci verso la vita; questo alle volte significa scoprire sensazioni non piacevoli; imparare ad accettare anche queste è fondamentale perché ci mette a disposizione energia che possiamo utilizzare per altre situazioni
  5. riconoscimento dei blocchi (tensioni): il nostro corpo reagisce in maniera soggettiva, provocando delle contrazioni muscolari che sono delle difese; lavorando su questi blocchi con la bioenergetica, questi vengono resi consapevoli e ci si lavora dentro; alcuni problemi si possono risolvere
  6. grounding – facing: il grounding è il radicamento, la capacità di stare nelle nostre gambe; il facing è legato alla relazione tra noi e l’esterno; sono risorse che tutti noi abbiamo e che dovremmo portare avanti contemporaneamente
  7. caricamento – scaricamento (metabolizzazione dell’esperienza): nella vita, soprattutto nella nostra cultura, tendiamo a caricare e scaricare in modo automatico trascurando la fase intermedia di metabolizzazione dell’esperienza, quindi della comprensione delle sensazioni che l’esperienza ha prodotto in noi; nella bioenergetica si rispettano invece tutte queste fasi
  8. gradualità e continuità: sono le caratteristiche che deve avere un lavoro bioenergetico se si desidera ottenere dei buoni risultati.

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